Contesto produttivo

L’OLIVICOLTURA IN CALABRIA...UN GRANDE PATRIMONIO STORICO, ECONOMICO, PAESAGGISTICO ED AMBIENTALE

  • Calabria: 2° regione produttrice, dopo la Puglia
  • Superficie olivetata: 220.000 Ha (24% SAU)
  • Numero aziende olivicole: 136.000
  • Produzione Annua: 6,5 milioni q olive - 1,5 milioni q olio 

Valore all’origine della produzione olivicola calabrese:
300 milioni di Euro (30% PLV)
Il 47% delle aziende ha una superficie media aziendale inferiore a 1 Ha.

L'olivo è coltivato fino a 600-700 m slm:

  • Montagna: 21,69%
  • Pianura: 11,14%
  • Collina: 67,1%

Piante maestose che caratterizzano il paesaggio ed hanno anche un ruolo di tutela idrogeologica del territorio.

 LE CULTIVAR AUTOCTONE CALABRESI

Varietà

 

  • Cosenza: Dolce di Rossano, Cassanese, Roggianella, Carolea;
  • Crotone: Tonda di Strongoli, Pennulara, Carolea;
  • Catanzaro: Carolea;
  • Vibo Valentia: Ottobratica, Tondina, Carolea, Tombarello;
  • Reggio Calabria: Ottobratica, Sinopolese, Geracese, Tombarello, Ciciarello,Carolea.

 

 

 L'OLIVICOLTURA NELLA LOCRIDE

In base al grado di specializzazione e meccanizzazione degli impianti il comparto può essere suddiviso in quattro fasce di produttività:

  • OLIVICOLTURA EFFICIENTEin grado di fornire la giusta remunerazione a tutti i fattori della produzione. È caratterizzata da strutture produttive valide, da una certa Il contestospecializzazione aziendale, a da un buon livello di meccanizzazione e razionalizzazione delle pratiche colturali
  • OLIVICOLTURA POTENZIALMENTE EFFICIENTE: contraddistinta dal possedere una potenziale possibilità di meccanizzazione, un adeguamento dei sesti d’impianto e una forma di allevamento adatta alla raccolta meccanica
  • OLIVICOLTURA CHE NECESSITA DI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE: caratterizzata da vari aspetti negativi; affinché possa essere ricondotta ad un livello produttivo economicamente valido, necessita di interventi più o meno drastici di ristrutturazione e di ringiovanimento
  • OLIVICOLTURA MARGINALE: quella per cui data l’ubicazione dei terreni molto scoscesi, è impossibile meccanizzare qualsiasi operazione colturale

Nel complesso si osserva:

  • Area estremamente vocata alla coltivazione dell’olivo dal punto di vista climatico e pedologico con elevate potenzialità produttive
  • Prevalenza della Cv. Geracese lungo la fascia costiera e fino ai 400-500 m s.l.m., presenza della Cv. Ottobratica nelle zone interne, altre Cv. minori poco rappresentate
  • Olivicoltura praticata in modo tradizionale (sesti ampi, potatura poliennale, ecc.)
  • Carenza di mezzi tecnici a disposizione, anche se non mancano realtà produttive miranti ad attivare un’olivicoltura moderna

I motivi di una tale situazione sono:

  • Accentuata polverizzazione aziendale
  • Orografia del territorio che impedisce in taluni casi un buon livello di meccanizzazione
  • Carenza di informazioni tecniche e di realtà associazionistiche tra i produttori
  • Poco mirati interventi strutturali attuati dagli organismi preposti

LA CULTIVAR GERACESE

Informazioni generali e caratteristiche botaniche:Geracese

  • E’ conosciuta anche con i sinonimi: "Grossa di Gerace", "Geracitana", "Mammolese", "Grossa di Mammola", "Paesana", "Dolce";
  • Ampiamente diffusa nell’areale della Locride e lungo il litorale Jonico reggino su un totale di circa 8.000-9.000 Ha (circa il 10% del patrimonio olivicolo provinciale);
  • Albero di media vigoria con portamento assurgente, chioma espansa e folta che assume generalmente forma ad ombrello;
  • Rami con portamento in prevalenza assurgente a internodi corti (1,8 – 2 cm);
  • Foglie ellittico-lanceolate di colore verde intenso a lembo piano-iponastico;
  • Infiorescenze piccole e compatte con numero medio di fiori pari a 15; aborto dell’ovario mediamente del 20%;
  • Drupe di medie dimensioni (peso medio: 2,5 – 3 g), di forma obovata di colore nero vinoso a maturazione, rapporto polpa/nocciolo poco superiore a 4;

Informazioni agronomiche e caratteristiche produttive:

  • Cultivar autofertile, dotata di buona rusticità, adatta a differenti condizioni pedologiche, resistente al clima caldo-arido tipico dell’areale di coltivazione;
  • Pianta mediamente resistente alle principali avversità: mosca (Bactrocera Oleae), cicloconio e rogna;
  • Produzione alternante intorno a 50.000 tonnellate di olive/anno destinate principalmente alla produzione di olio e in minima parte come olive da mensa;
  • Parziale idoneità alla raccolta meccanica (rese oscillanti tra il 60-70%);
  • Invaiatura e inolizione scalare che supera il 20% in dicembre;
  • Epoca ottimale per la raccolta: fine ottobre – novembre (vedi prove 2010)